Si parte per una vacanza (mai fatta) ci si ritrova a fare qualcosa di molto più importante…
Tutto quanto seguirà nasce nel dicembre 2007 da una vacanza in Kenya prenotata, a mia insaputa, da mio fratello. Arrivati a Mombasa ci aspettava un pullman che ci ha portati ad un villaggio turistico di Malindi.
Durante il viaggio, riflettevo al fatto che non avevo programmato niente, ma comunque mi apprestavo dopo tanti anni a farmi delle super ferie…!
La prima cosa appena giunti al villaggio,oltre alla sensazione di un benessere psicofisico,è stato l’impatto con i” beach boys “ della spiaggia di Malindi: giovani in cerca di soldi.



Anche se ai più dei turisti non hanno ispirato simpatia,con me,da subito, c’è stata intesa e simpatia reciproca. Mi sono reso conto presto della loro triste realtà dovuta a problemi di sopravvivenza, che in qualche modo immaginavo ed è veramente triste, anche se il loro sorriso ed allegria mi facevano riflettere su come mai noi, non Africani, siamo continuamente crucciati ed incazzati.

Tutti dovremmo fare un corso da loro per apprendere lezioni di :accettazione e serenità di vita. La cosa che in qualche modo mi ha sconvolto e che ha condizionato totalmente la vacanza, è stato il fatto di essermi reso conto,sin dalla prima passeggiata in spiaggia, che i beach boys che mi avevano preso d’assalto per chiedermi di comprare qualcosa per mangiare, erano quasi tutti drogati. Non avrei mai immaginato di trovare in un contesto di povertà come la loro,la stessa situazione che tante volte si vede da noi
Stetti al loro gioco che attuano con tutti i turisti per rimediare un po di soldi. Non dissi niente di ciò che avevo notato e dopo averli accontentati tutti, individuato il leader del gruppo Eddy,questo il suo nome, feci in modo di allontanarci dal gruppo e gli chiesi se era disposto a farmi da cicerone nei giorni che sarei rimasto a Malindi.
Da quel momento era finita la vacanza…ma, iniziava,tanto per fare qualcosa di nuovo ! una vera e propria terapia, molto sottile, di recupero da strada.
Quei quattordici giorni trascorsi con Eddy e gli altri ci ha consentito di instaurare una amicizia sincera,di fraternizzare e soprattutto rendermi conto della drammatica situazione di droga che incontrollabile, imperversava su tutta la fascia costiera.
Nelle lunghe ore passate assieme e nelle chiacchierate sono stato molto attento a non fare loro prediche moralistiche, molto preciso nel raccontare loro il mio operato di volontario e tutte le varie storie dei ragazzi tossici che ho aiutato.
Ero stato accettato e visto come uno di loro. Sapevo di aver fatto presa sulle loro coscienze e di avergli dato motivo di riflessione. Analizzando il loro modo di vivere la tossicodipendenza,arrivavo alla conclusione che:
il problema di base che è la dipendenza da sostanze,è identico a quello dei nostri ragazzi, ma decisamente diverso nel modo giornaliero di viverlo.


Di certo, così com’è la situazione, hanno molte più probabilità di morire, oltre alla causa comune di overdose, a quelle consequenziali che sono: fame,malattie,carcere duro ecc.
Sicuramente pensavo, se questi ragazzi africani, avessero le stesse possibilità d’aiuto dei nostri per intraprendere un percorso di recupero,ci sarebbero a parità di utenti minor numero di morti e decisamente maggiori risultati nella riuscita terapeutica.
Queste le riflessioni che facevo in volo mentre tornavo. Questi pensieri mi rattristavano poiché cosciente che avrei potuto fare molto per la loro causa,ma come?..
Questa la mia situazione interiore dopo il ritorno in Italia:
Ero nella posizione in cui si trova colui che, dopo attenta osservazione di una qualsiasi drammatica situazione, si accorge che può fare qualcosa per migliorarla e che una volta girate le spalle, il pensiero non svanisce, al contrario ti riporta continuamente lì e il cercare di ignorarla ti fa star decisamente male dentro.
Questo è segno che devi..fare !

L’occasione mi si è subito presentata poiché Eddy Muhsin il più rappresentante tra i beach boys, mi ha inviato un messaggio pregandomi di finanziargli l’ingresso in comunità in quanto dopo la mia partenza da Malindi, ha riflettuto e maturata la decisione di andarsi a recuperare.
- Ciao papa rocco come stai papa? Sono eddi allora odiciso di dirti laverita,perche come dicono italiani fatte chiaro amicisia lungo,io sono drogato,da dieci anni,pero orispetto mio lavoro,Dio tiaportato ate in kenia di essere motivo per me di lasciare questo porcharia,ti prego papa aiutami,cio le familia,sono stanco,voglio chambiare la vita papa,quando torni in kenia vederai come cambio,papa rocco ti auguro buon lavoro,ci sentiamo presto,un abbraccio Data: 13/01/2008 20.47
Dopo aver messo al corrente i soci della situazione che si era venuta a creare, abbiamo deciso di prendere contatto con i responsabili dell’organizzazione The Omari Project di Malindi e dopo scambi informativi e conseguente nostro impegno di pagamento della retta mensile, è stato possibile al giovane di entrare ,da subito, al centro di recupero di Msabaha.
Da quel momento ci sono stati continui contatti con l’organizzazione kenyota che ci
invitava a visitarli con l’obbiettivo che attraverso uno scambio di esperienze reciproche
si potesse migliorare la loro situazione e quindi evitare di chiudere l’attività. La nostra
Associazione ha deciso di assecondare la loro richiesta e quindi andare in Kenya.
Viaggio del 20 al 28 marzo.
Partenza da Fiumicino a mezzanotte con la sola certezza che dovevo andare.
Conclusione riguardo la Struttura del centro d’ascolto di Malindi:
Insufficiente per i fabbisogni d’ufficio e decisamente carente come laboratorio,
basta pensare che i test agli utenti,vengono effettuati sul marciapiedi.
Struttura del Centro di prima accoglienza di Watamu:
Buona, non curata. Potrebbe diventare un ottimo centro di seconda fase con
dovuti accorgimenti strutturali e di attività.
Centro residenziale di Msabaha,costruito con fondi della comunità Europea su richiestadell’Inghilterra, prima impressione favorevole,poi deludente poichè in completo degrado.


Il centro può ospitare 24 utenti. Metodologia usata: un’ora a settimana di gruppo metodo N.A condotto da Leon e operatori del centro d’ascolto più una dottoressa. Nessuna attività.
Durata terapia 4 mesi. Capienza 24 posti,presenti 15.
Conclusione riguardo la terapia :
–L’unica cosa positiva è la presenza della dottoressa e dell’operatore del gruppo N.A anche se un’ora a settimana di gruppo è decisamente insufficiente. Tutto il degrado delle strutture spiega anche la mancanza di attività e la ca rente metodologia di recupero : Totale sfiducia.
–Nonostante il degrado generale,tutto il centro può essere in breve tempo trasformato e portato ai livelli sia di struttura che di metodologia alla pari di quelli europei.
Fatto questo che consentirà di avviarci in terapia a Msabaha anche i nostri giovani Italiani.
*
Per cominciare la trasformazione bisogna intervenire inizialmente solo ed esclusivamente sul centro residenziale di Msabaha sia nella struttura che nella metodologia.
Da parte loro ci si può aspettare solo un rinato entusiasmo.
Ora il nostro primo impegno è di rimediare i soldi per poter realizzare quanto promesso.
Fare:
- Impianto solare (ora sono senza luce). € 1.950,00
- Due pozzi neri per lo smaltimento acque. € 1.600,00
- Quattro nuovi bagni e due docce nuove. € 3.000,00
- Letti (30)materassi,ecc.(ora dormono per terra) € 2.400,00
- Cucina:locale,gas,attrezzatura,frigo ecc. € 3.000,00
- Restauro bagni esistenti e le due docce. € 2.400,00
- Lavori di restauro. € 600,00
- Terreno confinante (½ ettaro). € 2.500,00
- Fornitura alimentare € 2.400,00
Totale € 19.850,00 +Cappella per i Cattolici ?
Tornato in Italia, esposta la situazione alla nostra Associazione, da subito è
iniziata una raccolta fondi alla quale hanno partecipato:
Don Fernando € 2.4 0 0,00
Don Mario (curia) 500,00
Don Alfredo (Itri) 400,00
Annarella 200,00
Vittoria 200,00
E lio 200,00
Teresa 150,00
Polifemo ( Gianni) 100,00
Francesco (amico di Maurizio) 100,00
Carmelo 90,00
Candida 50,00
Edda 50,00
Maurizio 50,00
Totale € 4.490,00 Spese di viaggio,permanenza ecc. a carico dell’Alba.
A tutti loro va il mio ringraziamento. Il loro partecipare mi da una grossa carica
e la fondata speranza di mantenere la promessa.
Viaggio del 23 luglio al 15 agosto.
Con questo spirito si è intrapreso un nuovo viaggio non più di conoscenza,ma di ricostruzione.
Conclusioni:
Questo primo viaggio per la ricostruzione della comunità di Msabaha è andato oltre le previsioni.Si è potuto realizzare materialmente più di quello preventivato:



Costruzione di due fosse biologiche;rasatura e imbiancatura di tutto il centro;fornitura a tutte le camere di zanzaniere; restauro dei quattro bagni esistenti.



pulizia delle siepi ed erbacce; fornitura di 24 letti di legno,materassi,cuscini e lenzuola;



Per completare l’obbiettivo prefissato cioè di rendere la comunità di Msabaha al top,manca lacucina,le docce e l’impianto elettrico.
*
Pertanto sono contento, oltre le previsioni, per quanto realizzato circa la parte materiale.Il risultato più grande però, è stato quello di:
–aver dato un impronta terapeutica nuova alla comunità cioè di aver saputo rimuovere negli utenti l’apatia e trasformarla in nuove sane motivazioni ed allegria;
–nei responsabili ed operatori sono nate nuove speranze perchè sicuramente stavano vivendo momenti di pre-agonia dell’organizzazione (a Malindi in giro si pensava che avevano chiuso);
–di aver coinvolto oltre la comunità Mussulmana anche quella Cattolica e l’Associazione degli italiani residenti;
–Di certo però il risultato ancora più grande, nonostante lo scetticismo dei responsabili di The Omari Project, è stato quello di aver realizzato i due gruppi di autoaiuto a Malindi e a Watamu. Sono rimasto meravigliato in modo


positivo di come i genitori hanno condiviso e capito perfettamente qual’è il loro vero ruolo tanto da arrivare alla decisione di fare igruppi ogni venerdì e di organizzarsi per creare una associazione. Di questo sono felice.
Note:
Anche se i responsabili locali non hanno ancora capito la mia insistenza per formare i gruppi dei famigliari. Io so (dopo aver osservato la realtà drammatica locale che forse non riescono a percepire,che il fenomeno droga che oggi vive Malindi,senza il coinvolgimento attivo dei genitori e famigliari, è destinato a dilagare sempre più con tutte le conseguenze personali e sociali drammatiche che comporta. Al contrario l’esistenza dei gruppi le consentirà di ottenere un beneficio terapeutico e la forza per arginare il dilagare della droga.
Questo diverrà un esempio da imitare per tutto il Kenya.
A ripensare a tutto quanto avvenuto in pochi giorni, mi sembra impossibile averlo realizzato
E’ stato faticoso, ma facile quasi ci fosse stato con me Qualcuno che giornalmente mi suggeriva il da farsi. Sono veramente soddisfatto. L’impegno è di continuare anche perchè ora ci sono basi solide e vere, per andare avanti.
*
Tornato a casa,tutti i contribuenti sono stati informati di quanto si è realizzato.
Ora per noi è quasi un dovere portare a termine quanto prefissato.
Nuovi contributi pro Kenya:
Don Fernando 500,00
Don Mario 500,00
Davide Bartolani 50,00
C hiara Perazzotti 50,00
C laudio Dellomo 2 00,00
F iliberto Gatta 1 00,00
Massimo Chima 250,00
Teresa Catalani 50,00
Anna Coriddi 100,00
Candita De Mei 50,00
Maurizio Battisti 50,00
Carlo Perazzotti 50,00
Totale: € 1.950,00
Tutte le altre spese:viaggio e permanenza ecc. a carico dell’Assoc. L’Alba.
Dal Diario del viaggio del 14 al 29 novembre.
Conclusioni :
La prima cosa da dire è che la presenza di Volfango (Ciuffa) ha reso la
permanenza più allegra e in qualche modo mi ha dato più sicurezza.
Sono certo che per lui è stata una esperienza molto importante. Prima di arrivare a Malindi Siamo andati a Msabaha.


L’incontro con i ragazzi della comunità è stato molto bello ed accogliente.
Detto questo il risultato di questo viaggio può essere interpretato come quello
che è tornata la luce alla comunità di Msabaha:
Ero andato per installare la cucina invece loro hanno voluto, a ragione,
l’impianto elettrico. Le è stato risolto veramente un grosso problema.
– E’ stato importante rafforzare il rapporto con gli operatori e gli utenti,con la comunità cattolica il Vescovo e la Comunità degli Italiani residenti che mi hanno invitato a incontrarci alla loro festa annuale del 15 gennaio prossimo per informare tutti i residenti di ciò che si sta facendo a Malindi.(non sarà possibile,ma sposteremo l’incontro per dopo).– Secondo me il risultato più importante è l’essere capitato nel momento giusto per far capire all’associazione Marufo qual’è veramente il loro ruolo personale e sociale.
Di quello che hanno fatto in solo due mesi ne sono rimasto meravigliato.
Pensare che questa associazione formata da quei genitori che ad agosto si
ignoravano e che io caparbiamente ho voluto riunirli in un gruppo di
autoaiuto, fossero arrivati a capire così bene quello che avevo detto loro sino
ad interpretarlo attivamente tanto da costituire l’associazione e ripulire la città dagli spacciatori (di questo ne sono testimone,) anche se usando sistemi sbagliati che al nostro ultimo incontro le ho fatto presente e hanno riconosciuto e quindi da non ripetere.
Non ci avrei creduto mai che in così breve tempo arrivassero a tanto e, con tristezza, penso a quanto potenziale in più abbiamo noi genitori italiani per ritrovare il perso equilibrio psicofisico e di conseguenza essere d’aiuto ai nostri figli e non alleati per favorire la loro dipendenza. Ciò non avviene, purtroppo, poiché alla base nella nostra società prevale il concetto errato di
-Tanto non mi tocca – Questo modo di vedere il dramma droga emargina enon produce altro che il suo continuo dilagare con conseguenze catastrofiche per chi lo vive direttamente e danni sociali per cause conseguenziali.
Il risultato poi,di errate posizioni di contrasto al fenomeno che al contrario - tocca tutti – è di portare i genitori all’auto emarginazione e ad un vero malessere psicofisico che spesso uccide.
Dovremmo in questo prendere esempio dai genitori di Malindi.
Obbiettivi futuri:
Ora mancano poche cose essenziali per rendere il centro di Msabaha efficiente al massimo e quindi pronto ad ospitare anche i nostri giovani utenti italiani.


A conclusione dei lavori ci terrei moltissimo a creare una cappella per dare la
possibilità anche ai ragazzi cattolici di poter pregare visto che i mussulmani già
hanno una piccola moschea. La faremo.
La cosa da fare che è di fondamentale importanza è programmare per il prossimo viaggio un calendario di vari incontri con gli Enti locali già informatidell’iniziativa quali:
- La comunità degli italiani ;
- Lassociazione dei famigliari Marufo;
- Il comune di Malindi;
- Il Consolato italiano;
- La comunità cattolica di Malindi;
- La Parrocchia di Norma e la Diocesi di Latina.
Lo scopo di tale amalgama è di riuscire a far partecipi tutti attivamente per raggiungere un obbiettivo di grande valore sociale che va oltre le finalità statutarie dell’associazione L’Alba, promotrice del tutto e di The Omari Project, che è quello della lotta alla droga.Sicuramente la partecipazione di tutti gli Enti elencati,agevola il raggiungimento dell’obbiettivo che concretamente è quello di porre un freno al dilagare della
droga in Kenya, di avere a Msabaha una comunità ospitale ed efficiente per il recupero sia di giovani utenti Kenioti, ma anche di nostri giovani italiani ai quali si darebbe un’opportunità terapeutica di riuscita sicuramente maggiore.
L’opera degli altri Enti coinvolti,che per finalità non hanno la lotta alla droga,sarà più grande poiché diventeranno partecipi del raggiungimento del fine citato, ma coglieranno appieno le finalità di ognuno che va oltre la droga:
-La presa di coscienza sociale della realtà droga e di tutte le sue conseguenze.
-La garanzia di avere meno reati di ogni tipo nel territorio.
-Fraternizzare tra bianchi e neri,tra Mussulmani e Cattolici ,culture diverse ecc.
Questa unione consentirà garanzia di mantenimento,efficienza e continuità di tutto ciò che si è realizzato e di quello che verrà realizzato che sarà bene di tutti.
Nuovi contributi :
Carmelo € 45,00
Egidio 400,00
Don Fernando 500,00
Teresa 50,00
Pacifico 30,00
Annarella 100,00 Totale: 1.125,00
Totale dei contributi ricevuti compreso quello per il prossimo viaggio, è di € 6.565,00.
A tutti loro va il mio personale ringraziamento.
Viaggio del 27 febbraio al 14 marzo 2009.
Conclusioni del viaggio:
In questo ultimo viaggio apparentemente si è fatto meno degli altri perchè
materialmente ci sono state meno donazioni, ma è stato importantissimo per
altre ragioni.
-L’incontro al carcere di Malindi è stata la cosa più interessante di questoviaggio. E’ stato molto utile per quei giovani,ma anche per me.
gruppo ogni settimana.HannoOperatori di Omari project continueranno ad andare a fare il ringraziato dei doni portati e promesso che mi faranno avere per scritto le loro impressioni.
-Abbiamo avuto un incontro utile con don Pietro e gli italiani ospiti al Blu Bay di Watamu.
-L’incontro con il Vescovo è andato oltre le nostre proposte che erano solo di un suo consenso per portare l’immagine della Madonna del Rifugio a Msabaha e per la qual cosa ha detto che non ci sono problemi. La cosa che lo ha interessato molto è stato il sapere che nel territorio limitrofo a Msabaha gli abitanti sono in maggioranza cattolici. Ha chiesto di fissare un incontro con Dilimua e una visita alla comunità per rendersi conto personalmente poiché da ciò che constaterà può aprirsi la prospettiva di realizzare a Msabaha una Chiesa.
-Importante è stato l’incontro con il sindaco pichè lo si è potuto aggiornare in
linea di massima di tutto il nostro operato e l’importanza della loro evntuale partecipazione.Ha condiviso il tutto,ma ha chiesto di vederci nuovamente per un incontro con più tempo a disposizione,al quale parteciperanno anche le Associazioni dei famigliari, il capo della polizia di Malindi e funzionari locali.
-E’ stata una sorpresa piacevole constatare che si è formata una nuova Associazione deifamigliari a Englomeni vicino Malindi e nell’incontro avuto per altro con presenza numerosa, si è potuto constatare che questi hanno idee più chiare dell’assocazione Marufo.
-La visita alla comunità di Msabaha ha chiaramente dimostrato che le cose sono migliorate.
-L’incontro con Dilimua è stato importante poiché si è chiarito che l’apporto futuro non sarà più quello delle sole donazioni da ricevere,ma di arrivare ad una propria autonomia economica per avere certezze di continuità. Si comincerà non appena ci verranno consegnati i tuk tuk promessi dalla ProVida.
Viaggio del 3 luglio al 15 agosto.
Conclusioni:
12 luglio. Visita a Msabaha:Avevo portato il pallone firmato da Marco Di Vaio che Augusto mi aveva dato per regalarlo ai ragazzi della comunità. E’ da premetere che tutti i Beach boys conoscono i nostri calciatori meglio di noi italiani.Dopo una visita generale al centro che ho trovato abbastanza curato,anche se c’è ancora da fare come al solito ci siamo seduti a circolo per il Gruppo. I ragazzi che ricordo sono: Omar,
Fabio,Hafida,Hasdsan,Dida,Franc,Yahya, Zuberi, Hamy un volontario locale, Ali, Mdhamed e Abdullah.Alla richiesta di cosa avevano bisogno, hanno elencato: un tavolo, sedie, luce in due locali euna batteria per ascoltare la radio. Tutti hanno espresso simpatia per gli operatori e che sono interessati a finire il programma. Alla fine del gruppo come al solito molto interessante e partecipato dove sono sempre riuscito a scuotere le loro coscienze,mi sono appartato con Hafida,il più giovane ancora minorenne, l’unico che non aveva partecipato attivamente poichè aveva deciso di andarsene.Gli ho parlato col cuore in mano,….non mi ha mai risposto, poi mi ha chiesto cosa aveva nella busta. Gli ho mostrato il pallone con la firma e le foto di Marco Di Vaio.Lo ha preso dicendo che non era giusto aver perso il titolo di capocannoniere all’ultima giornata di campionato…Mi ha preso per mano siamo ritornati dai ragazzi e ha detto loro che sarebbe rimasto in comunità,non andava più via,era troppo importante poter giocare con quel pallone. E’ stato emozionante e commovente vederli giocare felici. In un angolo li guardavo e riflettevo su quanto basta poco a volte per dare speranza e gioia a tanti poveri nostri fratelli. La sorte di Hafida se andava via… non voglio neanche pensarci; era solo molto bello vederlo felice tirar calci a quel pallone di Di Vaio. Anche se tu non sai niente di questa storia noi tutti ti abbiamo ringraziato. Se quel giovane è rimasto in comunità è anche merito tuo. Grazie Marco.

( da allegare )…………..
Viaggio dal 17 al 31 ottobre.
Conclusioni:
Questo che doveva essere apparentemente un viaggio tranquillo si è rivelato invece molto difficvile visto la situazione che si era andata a creare per la gestione dei tuk tuk. Con questo nuovo accordo in cui saranno i ragazzi a gestire il tutto, abbiamo risolto un grosso problema:posso tornare in Italia tranquillo in quanto la gestione dei tuk tuk ora sarà condotta in modo di sicuro più onesto e ci toglie dalle responsabilità.Suor Lucy la segretaria del Vescovo, è molto interessata al progetto per aiutare le ragazze di Malindi.Sono ora abituato a non rassegnarmi e sperare come al solito che avviene qualcosa al momento giusto che indica la nuova strada da prendere.
Se casualmente l’ultimo giorno non si fosse creata l’opportunità di incontrare Cecilia e Valeria che ci hanno consigliato il da fare,tutto sarebbe rimasto in un modo molto difficile das affrontare. Questo a significare che grazie al cielo,niente avviene per caso.
Viaggio del 5 febbraio al 31 marzo 2010.
Conclusioni:
In questo viaggio la cosa più importante che è emersa, è che nei tossici locali vedendo i vari Eddy,Bolo,Monica ecc, è maturata l’idea di recuperarsi.
Sono in molti a chiederci di poter essere aiutati ad entrare in comunità perchè hanno la consapevolezza,ora,che anche loro possono farcela.
Con Eddy abbiamo parlato molto di questa nuova realtà e siamo d’accordo nell’aiutarli tutti, per quanto ci è possibile, l’unico ostacolo sono i soldi.
S è rafforzato il rapporto con la Diocesi di Malindi e speriamo bene nel progetto.
Se Dio vuole che il progetto venga accettato sarà un bene enorme, poichè garantirà la continuità di rapporto con The Omari Project,consentirà maggior numero di ingressi in comunità, l’apertura del centro di ascolto nella Diocesi, l’attivazione di una unità mobile e quindi maggiore opportunità di divulgazione dell’informazione e prevenzione,l’attivazione di un laboratorio e altre attività che daranno opportunità di nuova occupazione per altri giovani. La cosa più bella è che darà inizio ad un processo di contrasto al mercato della prostituzione attraverso varie iniziative.
Se ciò non avverrà, garantiremo la nostra presenza in Kenya sino al termine della gestione dell’attività dei tuk tuk per consentire che le cose vadano bene e per dovere verso la ProVida. Nel frattempo il nostro aiuto continuerà come sempre ma purtroppo limitato alle nostre poche possibilità.
Alla lunga ricorderò questo viaggio come quello in cui ho perso mia madre.
*Continuerà………